In città? viviamo la gran parte delle nostre giornate, lavoriamo, incontriamo gli altri. Per ciascuno di noi la città? è un'esperienza fisica, mentale, emotiva. È associata alla memoria, alla cultura, all'identità?. Noi siamo nella città? e la città? è in un territorio. Non si limita a occuparlo,lo abita. Crea cio è una relazione con la realtà? circostante che nel tempo è diventata sempre più complessa e intricata. È per questo che negli anni è cresciuta l'attenzione sulla città? e sul territorio, sulle loro trasformazioni e su quanto queste ultime producano bellezza o bruttezza, stress o serenità?, semplicità? o difficoltà? nella vita di tutti i giorni. Non è un caso che la salute, lo sviluppo, l'energia, la mobilità?, il cibo che mangiamo, l'aria che respiriamo, dipendano proprio dal rapporto fra città? e territorio. Tutti temi, questi, che ci coinvolgono o dovrebbero coinvolgerci in prima persona. È la "nuova soggettività? territoriale": una forma diffusa di sensibilità? che, da una ventina d'anni a questa parte (l'esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, nell'aprile del 1986, potrebbe essere considerato l'evento spartiacque), induce sempre più persone a preoccuparsi se il clima dia segni di impazzimento ma anche se un'area verde sotto casa vi

ene trasformata in parcheggio.
Fino ad alcuni decenni fa città? e territorio designavano concetti e relazioni stabilmente acquisiti Non è più cosà?. Proprio mentre nel mondo la popolazione urbana ha superato quella rurale, su cosa sia città? e cosa non lo sia si è andata addensando una nebulosa che ha sovvertito un ordine di pensiero che pareva indiscutibile. In parole semplici, la città? non ha più bordi definiti che la contengano e che, fino a un certo punto, potevano spingersi omogeneamente in fuori, dando comunque l'idea che un bordo esistesse. La città? si è dispersa, e con essa sono anche cambiate le nozioni di centro e periferia. Quali oggetti siano le città? che si gonfiano di residenti e cosa esse diventino lo raccontano gli slum di Kinshasa, di Lagos, del Cairo o di Città? del Messico in cui gli agglomerati urbani attraggono popolazione pur avendo perso tutte le loro caratteristiche tradizionali. Ma anche le grandi metropoli multiculturali, come New York, Londra, Parigi o Berlino, che sempre più sono centri di ricerca e innovazione, nodi essenziali di reti che legano territori locali a realtà? transnazionali.Chi governa questi fenomeni? La politica o il mercato? E che cosa accade nella città? se questa assume anche la caratteristica di essere il terminale o lo snodo di una rete globale? In questo contesto come si inquadrano i centri storici e le periferie tradizionali? Che ruolo ha il welfare? Quale lo sviluppo, con quale energia e quale sostenibilità??.
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